Claustrofobia

Una persona che soffre di claustrofobia si fa prendere panico all’interno di uno spazio chiuso come un ascensore, aereo o stanza affollata. I sintomi di un attacco di ansia causata da claustrofobia possono includere sudorazione, tachicardia, iperventilazione (respirazione più veloce o più profonda del normale), agitazione, nausea (sensazione di malessere) o svenimento. Con il giusto trattamento, è possibile superare claustrofobia.

Sintomi specifici di claustrofobia

  • All’interno di una stanza, non avendo sotto controllo tutte le uscite scoppia il panico.
  • All’interno di un veicolo il soggetto non ci entra, piuttosto viaggia a piedi.
  • All’interno di un edificio preferirà le scale anziché l’ascensore.
  • A una festa resterà  in piedi vicino alla porta, anche se la stanza è grande e spaziosa.
  • In casi estremi, una persona con grave claustrofobia, davanti a una porta chiusa manifesterà in modo violento la sua paura.

Per un paziente con una fobia invalidante, la consapevolezza che questa paura è irrazionale e che il trattamento è necessario, può causare ulteriore ansia. Poiché la maggior parte delle opzioni di trattamento dipendono dall’affrontare la situazione temuta, la persona può molto  riluttante.

Il supporto e l’incoraggiamento dei familiari e degli amici è fondamentale, tentare  di superare una fobia è una prova piuttosto impegnativa e sarà necessario l’amore e la comprensione delle persone care.

Il terapeuta potrebbe anche chiedere ai membri della famiglia o agli amici di frequentare alcune sessioni, al fine di sostenere la persona in cura.

Il paziente può essere curato ambulatorialmente se la fobia è di media intensità, diversamente è necessario il ricovero in una struttura specializzata.

In generale, la terapia cognitivo-comportamentale è la migliore e induce il claustrofobico ad affrontare e modificare i pensieri e gli atteggiamenti specifici che gli causano i sentimenti di paura.

Farmaci, come tranquillanti e antidepressivi possono rivelarsi utili in aggiunta al trattamento psicologico, ma sarà il medico a decidere.

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